Intervista a Miles Kessler Sensei – Parte 1

Chi è Miles Kessler e cos’ha da dire nel panorama dell’Aikido mondiale?

L’intervista è piuttosto lunga ed articolata e tocca tanti argomenti che ci faranno conoscere meglio Miles Kessler, il suo lavoro, il suo punto di vista e la sua visione dell’Aikido.

Iniziamo chiedendo a Miles di raccontarci un po’ della sua storia. A presto per il seguito, buona lettura!


Ho Iniziato l’Aikido nel 1985 a Dallas (Texas) con Bill Sosa Sensei, maestro del Seidokan Aikido e ho praticato li per quattro anni. Era un grande maestro con un gran dojo ed una grande community. Ho preso la mia cintura nera in tre anni,  lo shodan  più veloce nella storia di quel dojo. Appena ho avuto lo shodan sono andato in Giappone per 2 mesi, il mio primo viaggio a Iwama.  Non avevo contatti con Iwama o con l’Aikido Iwama, ci sono andato perché  avevo scritto una lettera a Stanley Pranin, che viveva in Giappone ed era il direttore della rivista Aikido News diventata più tardi Aikido Journal. Mi raccomandò  alcuni dojo e mi disse che se volevo avere un’esperienza completa dell’Aikido, incluso il praticare e vivere nel dojo, avrei dovuto considerare di andare ad Iwama e fare l’uchi deshi di Saito Sensei.

Ero molto emozionato, casualmente venni a conoscenza che due mesi dopo Saito Sensei avrebbe tenuto un seminario negli Stati Uniti, precisamente a San Diego in California. Presi un biglietto aereo e andai al seminario a San Diego, lì incontrai Saito Sensei e gli chiesi se potevo andare a praticare come uchi deshi  ad Iwama,  lui mi rispose che Iwama mi aspettava. Due mesi dopo ci andai davvero, era agosto, estate ed avevano tantissimi gasshuku ( seminari a tempo pieno), ritmi pazzeschi: 5 giorni di pratica e 2 di riposo e tutti i giorni si facevano cinque o sei ore di Aikido. Era un allenamento spinto ed intenso e la primissima lezione al dojo di Iwama per la pratica venni accoppiato con Pat Hendricks Sensei, questa fu la mia prima esperienza ad Iwama. 

Facevamo suwari waza e dopo 20 minuti le mie ginocchia erano spellate e sanguinanti così come il mio gi; abbiamo continuato a praticare e questo è stato l’inizio di due mesi di dura pratica,  5 o 6 ore al giorno di Taijutsu e Buki Waza; mi è piaciuto molto e dopo il secondo giorno ho capito che volevo tornarci e vivere lì.

Così rimasi per 2 mesi e ne fui molto soddisfatto, poi tornai a Dallas – Texas, da dove provengo. Vendetti tutto e lavorai oltre dieci mesi per risparmiare i soldi. A quel tempo avevo una ragazza, ma ci lasciammo, stavamo già chiudendo la nostra relazione, quindi ero praticamente libero, giovane e senza obblighi così mi trasferii nuovamente in Giappone, per il primo anno da uchi deshi nel dojo di Iwama.

Dopo un anno rimasi a corto di soldi, così mi dovetti trasferire dal Dojo e cominciare ad insegnare inglese; insegnavo inglese  15 ore a settimana, e praticavo Aikido 20 ore a settimana, ogni settimana per sette degli otto anni che in totale ho vissuto in Giappone studiando a tempo pieno con Morihiro Saito Sensei e suo figlio Hitohira, che ora è il suo successore.


Saito Sensei e Miles Kessler Sensei – Kasama Enbukai 1995

È stata un’esperienza meravigliosa di cui ho amato tutto. Quelle sono le mie basi in Aikido, e ovviamente il mio primo insegnante Bill Sosa Sensei, ma quando sono andato in Giappone l’Aikido era davvero ad un altro livello e in quegli otto anni ho continuato a praticare con Morihiro Saito Sensei, la mia base in Aikido è lo stile Iwama.

Ad un certo punto ho realizzato che stavo toccando i limiti dello stile Iwama, uno stile bellissimo, incredibile, l’unico stile essenziale, con basi veramente solide e principi chiari. Saito Sensei era un genio nell’insegnamento della didattica e gli devo molto di quello che sono. Eppure stavo toccando il limite perché percepivo che nello stile Iwama quando le persone arrivavano circa a livello del sandan, non avrebbero continuato a migliorare,  intendo dire che si, diventavano più forti, ma non sembravano migliorati e ne ero insoddisfatto. Questo è il primo motivo.

Il secondo è che effettivamente Saito Sensei era libero, sempre molto bravo – così come anche suo figlio Hitohira – ma non vedevo molte altre persone come lui. C’era qualcosa nel contesto dell’insegnamento che etichettava le persone e questo era dovuto all’idea che noi fossimo i migliori, che quello fosse l’unico e vero stile, che O Sensei fosse un dio sceso dal cielo.

Certo O Sensei era sicuramente fantastico, amo l’Aikido e quindi amo O’ Sensei, ma passava l’idea che fosse un dio, che Saito Sensei fosse il suo successore, che noi fossimo persone speciali e c’erano tanti  insegnamenti sul fatto che noi fossimo i prescelti.  Ciò non toglie nulla all’incredibile arte che Saito Sensei stava trasmettendo, ma molte persone partivano dall’assunto che noi eravamo i migliori mentre tutti gli altri sbagliavano,  e non potevo accettarlo. Gradualmente nel tempo ho cominciato a pensare che questo fosse un limite.


Dopo otto anni ho lasciato Iwama ed ho passato diversi anni andando a meditare in Birmania. Ci tornavo ogni inverno per trascorrere dai tre ai dieci mesi in ritiri di meditazione silenziosa e lavorare sulla visione del mio ego fortemente costruito sullo Stile di Iwama. Lavorare per purificare l’ego, per lasciarlo andare, preservando l’essenziale dell’Aikido.


Morihiro Saito Sensei e Miles Kessler Sensei

Sono stato molto aiutato da altri insegnanti , e ho avuto altre influenze. Ci sono stati grandi insegnanti di Aikido che mi hanno fortemente influenzato, ma principalmente erano al di fuori dell’Aikido. Ha avuto per me una grossa influenza il mio insegnante di meditazione Sadaiaw U Panditta : mi ha insegnato qual è il nucleo, qual è il vero significato di un percorso di sviluppo superiore, di un percorso spirituale;  il mio secondo insegnante di meditazione, Sadaiaw Vivekananda, mi ha guidato attraverso il progresso interiore e nella pratica di purificazione della mente.


Sadaiaw Vivekananda e Miles Kessler Sensei

Un impatto profondo l’ha avuto per me un insegnante di nome Peter Ralston che faceva studi sulla consapevolezza.  Non praticava Aikido, era un insegnante di  Cheng Hsin un’arte marziale cinese, un sorta di genio delle arti marziali con una metodologia di insegnamento per molti aspetti simile a quella di Saito Sensei, insegnava come sbloccare i principi e liberare la tua arte marziale. È stato veramente speciale e molto importante.

Ancora altri insegnanti hanno avuto su di me un impatto profondo come Diane Hamilton, una mia cara amica ed insegnante. Ed infine la “Integral Theory” di Ken Wilber che ha realmente ampliato la mia visione del mondo e quindi la mia esperienza dell’Aikido.

Questo è il mio background. Poi ho cominciato a tenere sempre più seminari di Aikido sviluppati su tutte queste influenze, in cui le mie basi erano lo stile Iwama che iniziavano ad assumere un’espressione libera. Sentivo che Saito Sensei mi aveva dato tutto quello di cui avevo bisogno per quanto riguardava le basi, il mio lavoro era  imparare come esprimerlo nel mondo e dal quel giorno lo sto facendo.


Link ai riferimenti citati nell’intervista:
Morihiro Saito Sensei
Sadaiaw U Panditta
Sadaiaw Vivekananda
Peter Ralston
Diane Hamilton
Ken Wilber
Integral Theory


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